12.03.2011

Gelosia panorama degli altri

c' era una mostra
di fidanzate degli altri
c'erano stelle da soma
e i fiori
direttamente dall'ottocento

gente romantica chiedeva da bere
sulla tela dei letti
hanno scoperto alle cinque
che la pace dei sensi
bisogna culo e pane

queste compagne, dicevo
fanno accidenti per caso
ferite
in mezzo ai balconi
di notte
a gambe aperte

Litania del venerdì

Chiamano i torpedoni
a quest'ora di notte
appesi disordine ai cavi di rame
quelli dei nervi
a casa
sani e salvi

non hanno perso la nebbia
ma si approfittano come un bicchiere
quello che piove


per questa volta non c'è biglietto
dormono tutti per finta
la fermata li aspetta sul ponte
alla destra di Marte
con un passaggio un soldo
e il gioco
delle tre carte

12.02.2011

Angoli dicembre

le strette vie
se ne stanno da sole
più ferme del tempo

lasciano il resto delle strade trafficate
senza passeggi
coi rumori da parte
dietro le ore che mancano a domani

chiuse
tra le mani e le porte
come la scure che ritaglia
pezzi di luna rada
e luce zoppa

12.01.2011

ma-DAME??

barboncini per la posa
sui cuscini di velluto
rosso anzi no
broccato
col pisello sui vasi da notte
i materassi di piume
e le oche

se ne compiace
è una dama del cazzo
sempre distante perfetta dai suoi gatti
sulla dondolo barocca
e uno sperpero di quadri da salotto

che ci trovava quel fesso
lo seppe dopo
che fu gentile e composta
dolce
quando era morta

La fine della Ninfa

"Ma io non sono come voi"
beata te
che lo dicesti nei pensieri
la notte scorsa
sui corsi del fiume
"Mi hanno rapita dalla mia storia"
maledizione
come se tutti quegli autori
fossero uomini da strada
attenti
alle gambe in mostra

così non fosti donna da vetrina
ma di quartieri alti
"Ero la ninfa senza macchia"
eppure
non hai visto che l'acqua

il giorno dopo a testa in giù nella corrente
eri solo una foglia
"mi rimangono i fiori sul petto"
avevi chiuso gli occhi
e poi respiro

ti ritrovarono composta
la bocca
completamente bianca
avevi il cuore sottosopra
come sempre

Silenzio Sequence

prova l'amaro e resta chiuso
don't look
a vari stati allucinatori
trovare un lucchetto e la gabbia
blue
una spiaggia distesa
con la sabbia sul monte e il cuore
di venere morta
lick
rosicchiata dai topi
con le urla mai sentite
stop
come scena finale
di un film muto

Il piano dei sogni sicari

la malavita onirica si finge inoffensiva
carezza gli occhi chiusi
e come sempre
si aggira senza fretta
dintorno la fortezza
muovendosi col suono dei notturni

ripassa a mente i piani
come partiture
dispone le sue truppe tra le foglie di giornale
tra gli abiti del giorno
e non ritorna indietro
e non distrae

di solito la vittima si accorge della fine
quando si muove dentro i quadri rossi
con il cecchino scelto della squadra
che segue ogni sua scelta
come un film

a volte resta il tempo di sentirsi quasi vivo
negli occhi di chi anima il mirino
addosso ricoperto dal respiro
completamente fermo
a tiro